- Vediamo come funziona il 730 dalle basi. Fare la dichiarazione dei redditi – di solito con il modello 730 – è uno degli obblighi dei dipendenti, ma indirettamente interessa anche a te: infatti, l’azienda potrebbe dover rimborsare dei crediti o trattenere dei debiti ai dipendenti in busta paga, a seconda di quello che risulta dal loro 730
- Puoi rimborsare un credito ad un dipendente solo entro il limite di quanto devi trattenere come IRPEF quel mese a tutti i dipendenti. Ad esempio, se devi versare 1000€ di IRPEF per conto dei dipendenti quel mese, potrai rimborsare un credito solo nel limite di 1000€
- Fare il 730 è obbligatorio solo per i dipendenti con più datori di lavoro o con redditi diversi in un anno; quando è obbligatorio, la scadenza è il 30 settembre
Un po’ di contesto
L’azienda è “sostituto d’imposta”: significa che l’azienda si sostituisce al dipendente nei rapporti con il Fisco. In altre parole, l’azienda è sostituto d’imposta perché paga, per conto del dipendente, le imposte allo Stato. Una volta all’anno, con la dichiarazione dei redditi (modello 730), si fa il calcolo effettivo delle tasse dovute dal dipendente e, quindi, si verifica se è in credito, in debito o se ha pagato il giusto durante l’anno. Vediamo il 730 cos’è e come funziona
Che cos’è il 730 e come funziona
È un modulo che serve a dichiarare allo Stato quanti redditi sono stati percepiti nell’anno che precede la compilazione (es: il mod. 730/2024 si riferisce ai redditi 2023). Lo fanno i lavoratori dipendenti e i pensionati.
Ecco come funziona il 730:
- Durante l’anno, tu calcoli quante tasse deve pagare il dipendente, senza sapere per certo a quanti “sconti” avrà diritto (”detrazioni”), e le versi allo Stato per suo conto;
- quando il lavoratore presenta la dichiarazione dei redditi (modello 730), comunica quali “sconti” gli spettano e ricalcola l’imposta effettivamente dovuta, che potrebbe essere inferiore a quella che gli hai già trattenuto;
- Se è così, il dipendente ha un credito, perché durante l’anno ha pagato più tasse di quante doveva
Di base, il 730 serve a ottenere il rimborso delle imposte in eccesso pagate dal dipendente durante l’anno e che, in realtà, non erano dovute (ecco come calcolare lo stipendio netto)
È possibile che il 730 presenti un debito invece di un credito?
Sì, è possibile specialmente nel caso di più rapporti di lavoro nello stesso anno. Dato che le tasse si calcolano sul totale di tutti i redditi, quando si hanno più rapporti di lavoro è possibile che la singola azienda trattenga le imposte solo sulla base dello stipendio di cui è a conoscenza, e che quindi il dipendente paghi meno tasse di quelle dovute. In questi casi, l’extra da pagare sarà trattenuto dallo stipendio (ma può essere anche pagato a rate).
Quando è obbligatorio fare il 730
Fare il 730 è obbligatorio solo in questi casi:
- se nello stesso anno il dipendente ha diversi rapporti di lavoro1
- se il dipendente ha redditi di natura diversa (ad es: stipendio da dipendente + affitto di una casa di proprietà)
- quando si ha un datore di lavoro che non è sostituto d’imposta (perché non può). Per esempio nel caso di colf/badanti che vengono pagati da privati e quindi ricevono la retribuzione lorda perché nessuno nell’anno ha versato le imposte per loro
In tutti gli altri casi non è obbligatorio farlo: se, però, il dipendente preferisce, può farlo lo stesso e, nel caso in cui il 730 sia a zero (cioè non ci siano né crediti né debiti), può non inviarlo.
Come funziona il rimborso del 730
Di base, il dipendente può scegliere se farsi rimborsare dall’azienda o dall’Agenzia delle Entrate. Se sceglie l’azienda, tu devi:
- rimborsare il credito del dipendente il mese successivo all’invio del 730, in base a quante imposte IRPEF devi trattenere in quel mese ai lavoratori. Significa che, se in un mese l’azienda deve trattenere e versare 1000€ di imposte per tutti i dipendenti, 1000€ è il massimo che può rimborsare in quel mese ai dipendenti che sono in credito;
- se il credito di uno o più dipendenti è troppo elevato, glielo rimborserai in più mesi, a seconda della tua capienza;
- se non hai abbastanza “capienza” per fare un rimborso integrale, a dicembre dovrai comunicare al dipendente il credito residuo e lui lo inserirà nella successiva dichiarazione dei redditi
Esempio di rimborso
Credito dipendente: 5.000€ da 730
IRPEF da trattenere e versare: 1.000€
Cosa devi fare:
Step 1: rimborsi al dipendente solo 1.000€
Step 2: rimborsi i restanti 4.000€ nei mesi successivi, al massimo entro dicembre
Step 3: se a dicembre non hai potuto rimborsare tutto, comunicherai al dipendente il credito residuo, che lui potrà inserire nella successiva dichiarazione dei redditi
- Se un dipendente con crediti elevati presume che l’azienda non abbia la “capienza” necessaria per effettuare il rimborso, per essere sicuro di ottenerlo nell’anno, farebbe meglio ad usare il modello persone fisiche. In questo modo il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate: ci vorrà un po’ più di tempo, ma il rimborso arriverà in un’unica soluzione.
- Se sei un dipendente e hai avuto più rapporti di lavoro nell’anno, fai la dichiarazione il prima possibile così, nel caso in cui volessi rateizzare, potrai chiedere un numero maggiore di rate
Quando devi rimborsare il dipendente?
In genere, devi rimborsare il dipendente nella prima busta paga utile successiva al mese in cui hai ricevuto dall’Agenzia delle Entrate il modello 730-4 di quel dipendente. Ci sono delle variabili che potrebbero comportare ritardi (leggi le domande dei dipendenti sotto!)
Che cosa si intende per “redditi percepiti”?
Per capire come funziona il 730, bisogna prima capire il concetto di “redditi percepiti”. Nel concetto di reddito non rientra solo il “puro guadagno economico” (da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa), ma anche quello derivante da:
- fabbricati o terreni (e.g. se si possiede una casa di proprietà),
- redditi di capitale (e.g. derivanti da investimenti o interessi sul conto corrente)
- redditi diversi (tutto quello che non rientra nelle precedenti categorie! e.g. Premi ed indennità o plusvalenze da cessioni immobiliari)
Come si presenta il 730?
È possibile presentarlo autonomamente, accedendo tramite spid, CIE o CNS all’apposito portale (link), o farlo presentare a un soggetto abilitato (e.g. Caf, commercialista ect.)
Quando si deve fare il 730?
È l’Agenzia delle Entrate a indicare la data da cui si può fare. Generalmente, le dichiarazioni possono essere inviate da maggio (ad es: nel 2024 a partire dal 30 aprile). Si deve fare entro il 30 settembre di ogni anno.
Che differenza c’è tra 730 e dichiarazione dei redditi?
Il 730 è un tipo di dichiarazione dei redditi destinato a lavoratori dipendenti e pensionati.
Che differenza c’è tra 730 e mod. Redditi PF?
Sono due modi diversi di fare la dichiarazione dei redditi. Dato che la dichiarazione dei redditi dei dipendenti di solito risulta a credito, il 730 è più facile da presentare in autonomia (“730 precompilato”). In più, se si usa il modello 730, l’eventuale credito viene rimborsato direttamente dall’azienda con la busta paga. Se, invece, si presenta il modello Redditi, il credito viene rimborsato dall’Agenzia delle Entrate che ha dei tempi più lunghi. Ha senso usare il modello Redditi PF quando il dipendente ha un credito molto alto e pensa che il datore di lavoro non potrà rimborsarlo, oppure quando ha un debito e non vuole pagare tramite la busta paga.
Se sono dipendente, ma ho anche una partita Iva, posso presentare il 730?
No! Chi ha la partita iva deve obbligatoriamente presentare il modello Redditi PF.
Ho presentato il 730, ma non vedo il rimborso in busta paga, perché?
Potrebbe essere per vari motivi:
- ritardi nella gestione dei rimborsi da parte dell’Agenzia delle Entrate a causa dell’alta domanda in uno stesso periodo;
- eventuali modifiche e/o integrazioni da parte tua o del commercialista/CAF;
- problemi nell’invio del 730 e/o errata indicazione del sostituto d’imposta;
- incapienza dell’azienda.
Se ho percepito la Naspi, devo presentare il 730?
Nel caso in cui quel dipendente abbia un credito, anche se non obbligato, è nel suo interesse presentarla per “recuperare” quel credito. Tuttavia, l’obbligo scatta se nel corso dell’anno ha percepito altri redditi (e.g. se per una parte dell’anno ha lavorato e per una parte dell’anno ha avuto la Naspi).
- Questo a meno che l’ultimo datore di lavoro non abbia fatto un conguaglio (cosa improbabile!). ↩︎
Luisa Burgio
Margherita M. Pili