Dal 1° maggio 2026 è in vigore il nuovo Decreto Lavoro, che introduce novità su incentivi all’assunzione, salario minimo da CCNL, rinnovi contrattuali, piattaforma SIISL e TFR. Vediamo cosa cambia in concreto.
Agevolazioni e bonus
Per usare agevolazioni per assumere e incentivi, devi rispettare la retribuzione complessiva del tuo CCNL
Contesto. Oggi molte agevolazioni contributive sono subordinate al rispetto di regole generali: regolarità nel pagamento dei contributi, sicurezza sul lavoro, rispetto dei CCNL, assenza di alcuni licenziamenti nei mesi precedenti.
Prima del decreto. Il tema del CCNL applicato era già rilevante, ma non era scritto in modo così diretto che l’accesso agli incentivi del decreto dipende dal rispetto del trattamento economico complessivo.
Dopo il decreto. Se vuoi usare le agevolazioni, devi verificare che il lavoratore riceva il trattamento economico complessivo previsto dal CCNL di riferimento.
Cosa significa trattamento economico complessivo. Non si guarda solo alla paga base. Il riferimento è al trattamento economico previsto dal CCNL: in pratica, è tutto quello che il CCNL prevede come compenso “standard” per quel lavoratore (quindi paga base + ad esempio tredicesima e quattordicesima, welfare aziendale previsto dal CCNL, ecc.).
Cosa significa in concreto. Prima di chiedere un incentivo, non basterà controllare se il lavoratore ha i requisiti soggettivi, ad esempio età, disoccupazione o residenza. Bisognerà anche verificare che la retribuzione individuale sia coerente con il CCNL corretto.
Nuova agevolazione under 35
Prima del decreto. Esisteva una agevolazione under 35, che però è scaduta al 30 aprile 2026. Se assumevi a tempo indeterminato giovani under 35 che non avevano mai avuto un contratto a tempo indeterminato prima, avevi un risparmio sul costo azienda fino a max 12.000€ su due anni (cioè max 500€ al mese) oppure fino a max 15.600€ su due anni (cioè max 650€ al mese) se li assumevi al Sud (dal 2026 anche nelle Marche e in Umbria). Il risparmio cambiava a seconda che, con la nuova assunzione, aumentassi la media dei lavoratori in azienda o meno. Per poter applicare l’agevolazione, con la nuova assunzione dovevi superare la media dei dipendenti nei 12 mesi precedenti.
Dopo il decreto. La nuova agevolazione è identica a prima, fatta eccezione per una cosa: il lavoratore che assumi deve essere privo di impiego “regolarmente retribuito” da almeno 24 mesi (in alcuni casi, da 12 mesi se rientra in certe categorie di lavoratore svantaggiato). In pratica, nei 2 anni1 precedenti il lavoratore non deve aver avuto un lavoro subordinato durato almeno 6 mesi (es. era disoccupato, ha avuto solo contratti di lavoro inferiori a 6 mesi, era lavoratore autonomo ma con redditi molto bassi, ecc.).
Attenzione:
- l’agevolazione non è ancora operativa, perché mancano le istruzioni operative INPS
- l’incentivo ha un plafond: se finiscono le risorse, l’INPS non accoglie nuove domande. Dovrai verificarlo quando fai domanda
- in alcuni casi specifici, si riduce a 12 mesi se il soggetto è considerato “lavoratore svantaggiato”.
Nuova agevolazione donne
Contesto. Esisteva una agevolazione donne, per cui se assumevi a tempo indeterminato donne in certe condizioni lavorative e/o geografiche, avevi un risparmio sul costo azienda fino a max 15.600€ su due anni (cioè max 650€ al mese)
Dopo il decreto. Se assumi a tempo indeterminato una donna svantaggiata, puoi avere un risparmio sul costo azienda fino a max 15.600€ su due anni (cioè max 650€ al mese) oppure fino a 19.200€ (cioè max 800€ al mese) se le assumi al Sud. Una donna è ritenuta “svantaggiata” se è:
- di qualsiasi età, residente ovunque e priva di impiego da almeno 24 mesi, o
- priva di impiego da almeno 12 mesi e in alcune condizioni specifiche (es. di età tra 15 e 24 anni oppure con più di 50 anni, senza diploma di scuola superiore o professionale, che vive sola con una o più persone a carico, in settori con forte disparità occupazionale tra uomini e donne, ecc.) –> in questo caso l’agevolazione puoi applicarla solo per 12 mesi
Cosa cambia rispetto alle agevolazioni precedenti. Viene meno la soglia agevolativa dei 6 mesi di disoccupazione per le donne residenti al Sud.
Attenzione:
- l’agevolazione non è ancora operativa, perché mancano le istruzioni operative INPS
- l’incentivo ha un plafond: se finiscono le risorse, l’INPS non accoglie nuove domande. Dovrai verificarlo quando fai domanda
Nuovo bonus ZES (over 35) per le piccole aziende al Sud
Contesto. Esisteva un’agevolazione ZES, per cui se avevi non più di 10 dipendenti (nel mese in cui assumevi) e assumevi a tempo indeterminato over 35 disoccupati da 2 anni e al Sud, avevi un risparmio sul costo azienda fino a max 15.600€ su due anni (cioè max 650€ al mese). Anche in questo caso, per poter applicare l’agevolazione con la nuova assunzione dovevi superare la media dei dipendenti nei 12 mesi precedenti.
Dopo il decreto. La nuova agevolazione è identica a prima.
Attenzione:
- l’agevolazione non è ancora operativa, perché mancano le istruzioni operative INPS
- l’incentivo ha un plafond: se finiscono le risorse, l’INPS non accoglie nuove domande. Dovrai verificarlo quando fai domanda
Nuova agevolazione per trasformazione di contratti a tempo determinato in indeterminato
Prima del decreto. Non esisteva l’agevolazione
Dopo il decreto. Se trasformi un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato nei seguenti casi, puoi risparmiare fino a 12.000€ su due anni (cioè fino a max 500€ al mese):
- il lavoratore è under 35
- il lavoratore non è mai stato occupato a tempo indeterminato
- il contratto a termine ha durata complessiva non superiore a 12 mesi
- il contratto a termine è stato instaurato entro il 30 aprile 2026
- la trasformazione avviene dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026
- non c’è interruzione tra rapporto a termine e trasformazione
Se hai contratti a termine attivati entro il 30 aprile 2026, può valere la pena mappare subito quelli trasformabili.
Attenzione:
- l’agevolazione non è ancora operativa, perché manca l’autorizzazione della Commissione UE
- l’incentivo ha un plafond: se finiscono le risorse, l’INPS non accoglie nuove domande. Dovrai verificarlo quando fai domanda.
Nuovo esonero per aziende certificate su conciliazione vita-lavoro
Contesto. La certificazione UNI/PdR 192:2026 è stata pubblicata ad aprile 2026 e serve a dare alle aziende un modello strutturato per misurare quello che fanno a supporto di genitorialità, welfare, pari opportunità e benessere organizzativo, ecc.
Prima del decreto. L’esonero non esisteva.
Dopo il decreto. Le aziende che hanno la certificazione UNI/PdR 192:2026 potranno ottenere un esonero contributivo a carico del datore di lavoro fino all’1%, nel limite massimo di 50.000€ all’anno per azienda.
Attenzione:
- l’agevolazione non è ancora operativa, bisogna attendere un decreto attuativo
- anche questo esonero non puoi applicarlo se non rispetti la retribuzione complessiva del tuo CCNL.
Altre novità del decreto
Contratto di lavoro, cedolino e offerte di lavoro sul portale SIISL dovranno indicare CCNL, codice contratto e retribuzione
Contesto. Il SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) è una piattaforma pubblica che incrocia offerte di lavoro, percorsi di formazione e candidati. Dal 1° aprile 2026 le aziende avrebbero dovuto pubblicare le loro offerte di lavoro su questo portale, per poter applicare le agevolazioni: per ora, però, questo obbligo non è ancora operativo (stiamo aspettando la pubblicazione di un decreto attuativo).
Prima del decreto. Non esisteva l’obbligo.
Dopo il decreto. Dal momento in cui entrerà in vigore la legge di conversione, le offerte pubblicate sul SIISL dovranno indicare:
- il CCNL applicato dal datore di lavoro
- il codice alfanumerico unico del contratto collettivo
- la retribuzione collegata alla qualifica e al livello contrattuale
- la mansione a cui sarà adibito il lavoratore
Anche il contratto di lavoro e il cedolino dovranno riportare il codice alfanumerico unico del CCNL applicato.
Se il CCNL non viene rinnovato entro 12 mesi, scatta un adeguamento temporaneo degli stipendi
Contesto. Molti CCNL restano scaduti per mesi o anni prima del rinnovo. In questi periodi, spesso i lavoratori aspettano arretrati o una tantum, ma non sempre c’è un meccanismo automatico di adeguamento.
Prima del decreto. Questa misura non esisteva.
Dopo il decreto. Se un CCNL non viene rinnovato entro 12 mesi dalla sua scadenza naturale, le retribuzioni vengono adeguate a titolo di anticipazione forfettaria. L’adeguamento è del 30% della variazione dell’IPCA, salvo diverse previsioni contrattuali. Ad esempio, ad aprile 2026 la variazione IPCA è stata del +1,7% su base mensile e del +2,9% su base annua: in questo caso, l’adeguamento degli stipendi sarebbe del 0,87%2.
La regola si applica:
- ai CCNL che scadono dopo l’entrata in vigore del decreto
- ai CCNL già scaduti, ma solo dal 1° gennaio 2027
Cosa significa in concreto. Per l’azienda non è tanto una leva da “attivare”, quanto un nuovo elemento da monitorare nel costo del personale.
Versamenti TFR al Fondo Tesoreria: tempo fino al 16 luglio 2026 per i primi mesi dell’anno
Contesto. La legge di bilancio 2026 aveva introdotto questa novità: se nel 2025-2026 hai avuto 60+ dipendenti, devi versare il TFR che i dipendenti scelgono di tenere in azienda al Fondo di Tesoreria INPS. Si guarda alla media dei dipendenti nell’anno precedente (quindi per il 2026 si guarda alla media del 2025).
Dopo il decreto. Per i periodi da gennaio a giugno 2026, i versamenti effettuati entro il 16 luglio 2026 si considerano tempestivi. Significa che, se non hai ancora adempiuto, puoi regolarizzare entro luglio 2026.
- In alcuni casi specifici, si riduce a 12 mesi se il soggetto è considerato “lavoratore svantaggiato”. ↩︎
- Questo se si prende l’inflazione annuale: in realtà il Decreto non parla di inflazione mensile o annuale, ma dipende dal CCNL (es. il CCNL Metalmeccanica prende come riferimento l’IPCA dell’anno precedente). ↩︎
Benedetta Gava