Dritto al punto
  • Il welfare aziendale sono beni e servizi (non soldi!) che puoi offrire a tutti i dipendenti o a gruppi di dipendenti (es: solo a certi dipartimenti)
  • Conviene di più di dare un semplice bonus, perché quello che spendi è esattamente quanto riceve il dipendente
  • Puoi adottare un piano di welfare liberamente, vincolandoti per un certo periodo a mantenerlo, oppure in maniera vincolata se lo prevede il CCNL o se fai un accordo con i sindacati: a seconda di come lo adotti, puoi portare più o meno costi in deduzione

Cos’è il welfare aziendale

È un pacchetto di benefit e servizi che non possono essere convertiti in denaro, che funziona così:

  • lo puoi offrire a tutti i dipendenti o a gruppi di dipendenti (e.g. dipartimenti, livelli, categorie)
  • quello che spendi in welfare è esattamente quanto riceve il dipendente
  • ti permette di migliorare la vita privata dei tuoi dipendenti aumentandone anche la motivazione, la produttività e la fidelizzazione

Perché conviene

Premio in denaroWelfare
Valore1000€1000€ in beni o servizi (e.g. buoni acquisto, rimborso spese scolastiche figli)
Costo azienda11.300€1.000€
Netto al dipendente2750€ ca. **1.000€ in servizi

Deducibilità per l’azienda

La deducibilità del “benessere” dipende dal tipo di welfare che decidi di attivare:

Tipo di welfareCaratteristicheCondizioniDeducibilità costi
Volontariodecidi volontariamente di adottarlopuoi modificarlo liberamenteSecondo i limiti di legge
Volontario vincolatodecidi volontariamente di adottarlonon puoi modificarlo né revocarlo per tutto il periodo in cui ti vincoliSenza limiti
Vincolatoè previsto dal CCNL o da accordo con i sindacati3non puoi modificarlo né revocarlo per l’intero periodo concordatoSenza limiti

Beni e servizi che puoi offrire come welfare

L’elenco è davvero lungo, ma per farti un’idea nel welfare aziendale possono rientrare:

  • Beni in natura come buoni per la spesa, per lo shopping o per il carburante
  • Servizi di trasporto, abbonamenti per i trasporti pubblici anche con car sharing
  • Servizi di mensa o buoni pasto
  • Servizi a favore dell’istruzione e dell’educazione dei figli, ma anche servizi di baby sitting, centri estivi o invernali e buoni pasto per mensa scolastica
  • Previdenza complementare, assistenza sanitaria, supporto psicologico, etc.
  • Formazione e sviluppo professionale
  • Conciliazione vita-lavoro: inserimento della settimana corta, flessibilità dell’orario di lavoro, politiche di smart working
  • Miglioramenti dell’ambiente di lavoro: inserimento spazi relax, palestra o asilo ect.

Welfare aziendale vs fringe benefit

Piani di welfareFringe benefit
Destinatarigeneralità dei dipendenti o categoriesingoli dipendenti
Beni e servizi erogabilibeni e servizi in natura, ma anche politiche e iniziative per lo sviluppo professionale, per il miglioramento dell’ambiente di lavoro e del work-life balance etc.solo beni e servizi in natura
Attivazione– volontaria del datore di lavoro
– frutto di contrattazione collettiva, accordo o regolamento aziendale
– volontaria del datore di lavoro
– frutto di contrattazione collettiva o individuale

Attenzione! Puoi decidere di erogare i fringe benefit senza necessariamente avere un piano di welfare, ma puoi anche inserirli all’interno del tuo welfare aziendale. Ogni volta che utilizzi i fringe benefit tieni sotto controllo le soglie di esenzione. Se le superi, l’intero importo sarà soggetto a tassazione ordinaria: leggi di più qui.

Come creare il tuo piano di welfare

Step 1. Fissa i risultati che vuoi ottenere (e.g. riduzione dell’assenteismo, miglioramento del work-life balance, raggiungimento di x obiettivi economici aziendali)

Step 2. Definisci chi può accedere al piano di welfare (e.g. tutti i dipendenti con 2 anni di servizio, i lavoratori inquadrai al livello x, coloro che raggiungono tot. obiettivi ect.)

Step 3. Decidi se attivarlo internamente (volontario o volontario vincolato) o con le associazioni sindacali (vincolato) per valutare di trasformare eventuali premi di risultato in welfare

Step 4. Decidi l’importo complessivo che prevedi di assegnare alle categorie omogenee che hai individuato

Step 5. Scegli i beni e servizi che vuoi dare ai tuoi dipendenti tenendo in considerazione ciò che potrebbe essergli utile:

  • un dipendente giovane e senza figli potrebbe essere più interessato a servizi quali buoni acquisto (spesa, benzina ect.) o accessi in palestra
  • un dipendente con figli, invece, potrebbe trovare più utile avere a disposizione servizi di baby sitting o istruzione per i figli

Step 5. Valuta come gestire l’erogazione dei servizi:

  • internamente: soluzione più veloce e meno costosa, soprattutto per piccole aziende
  • esternamente: affidando la gestione a una piattaforma, previa valutazione del costo/beneficio per l’ulteriore investimento

Step 6. Attiva il piano comunicandolo ai dipendenti (e.g. invia una mail che contiene tutte le info utili)

Step 7. Monitora l’andamento del piano e valuta se sia il caso di effettuare modifiche. Se hai inserito un termine di validità, potrai modificarlo una volta raggiunta la scadenza

Il Consiglio di Jet HR
  • Nello step 5, valuta di effettuare un sondaggio per capire quali sono i beni e servizi ai quali i tuoi dipendenti preferirebbero avere accesso
  • Per evitare errori o perdite di tempo ti consigliamo di rivolgerti a un consulente che possa aiutarti a creare un piano di welfare che sia in linea con le tue esigenze aziendali. Se usi Jet HR, i Consulenti del lavoro del Jet HR Partner Network possono aiutarti a creare un piano di welfare!
  • Domande frequenti

    Domande Frequenti

    Posso attivare un piano di welfare per un solo dipendente?

    Per un solo dipendente no. Il piano deve riguardare la generalità dei dipendenti o categorie omogenee degli stessi.

    1. Contributi stimati al 30%. ↩︎
    2. Con l’applicazione dei contributi a carico dipendente, della tassazione al 23% e delle detrazioni su una RAL da 28k. ↩︎
    3. “Accordo di II livello”. ↩︎
    Autore dell’articolo
    Margherita M. Pili Margherita M. Pili Assistente Legale
    Margherita è assistente legale presso un primario studio di avvocati giuslavoristi, dove lavora da oltre 8 anni. Ha una passione per la semplificazione e una profonda conoscenza della legge del lavoro.

    Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.

    Revisionato da
    Maurizio Pili Maurizio Pili Consulente del lavoro

    Percorso di studi

    • Laurea in economia all’università di Cagliari nel 2011
    • Abilitazione a Consulente del Lavoro nel 2018

    Biografia
    Maurizio Pili è un consulente del lavoro del Jet HR Partner Network. È iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cagliari con numero 819. E’ specializzato in organizzazione e sviluppo aziendale, welfare e ottimizzazione dei costi del personale. Ha più di 10 anni di esperienza nel mondo HR.

    “Le aziende sono il motore della nostra economia, ma le persone sono gli ingranaggi che muovono le imprese”

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