Dritto al punto
  1. Esistono due tipi di contratti a chiamata: quelli con obbligo di risposta del lavoratore, che però hanno un costo fisso, e quelli senza obbligo di risposta, in cui paghi meno ma non hai certezza della disponibilità del lavoratore
  2. Per assumere lavoratori a chiamata, devi rispettare certi limiti di età o, in alternativa, di attività svolte. Li vediamo insieme
  3. C’è un po’ di burocrazia da fare ogni volta che devi chiamare un lavoratore: per fortuna, ci può pensare il tuo consulente del lavoro

Cos’è il contratto a chiamata o intermittente

È un contratto con il quale il lavoratore si rende disponibile a lavorare su tua chiamata. Ne esistono due tipi:

  1. il lavoratore è obbligato per contratto a rispondere alla tua chiamata e per questo dovrai pagargli una somma fissa (“indennità di disponibilità”)
  2. il lavoratore può scegliere se rispondere o meno e verrà pagato solo qualora risponda alla chiamata

Di seguito una breve guida su come e quando è possibile usarlo.

Come fare per prendere un lavoratore a chiamata

Step 1: verifica di poterlo fare

Siamo un Paese talmente incredibile che dobbiamo ancora leggere un Regio Decreto del 1923 per capire come fare impresa. Ti aiutiamo quindi a capire se puoi assumere un lavoratore a chiamata:

  • Puoi sempre assumere a chiamata lavoratori con
    • meno di 24 anni (se il lavoro è svolto entro il 25° anno)
    • più di 55 anni (anche pensionati)
  • Per certi tipi di attività, non devi rispettare i limiti di età sopra. Tra queste, le più rilevanti sono camerieri, personale di servizio e di cucina (l’elenco completo lo trovi qui, ma risale al 1923)

Step 2: valuta quanto ti costa

Il costo del lavoratore a chiamata dipende dal fatto che il contratto preveda o meno l’obbligo di risposta:

  • Senza obbligo di risposta. Il lavoratore ti costerà quanto un normale dipendente solo per i periodi effettivamente lavorati
  • Con obbligo di risposta. Prevede un costo fisso mensile che corrisponde all’indennità e ai relativi oneri previdenziali, oltre al pagamento del lavoratore per le prestazioni effettivamente svolte. L’indennità non può mai essere < 20% della retribuzione prevista dal CCNL per quel livello. Ad esempio, per il 2° livello del contratto commercio la retribuzione è di circa 2.050€, quindi l’indennità minima è circa 410€

Step 3: assumi il lavoratore a chiamata

In entrambi i casi, assumi il lavoratore con un contratto in cui indichi se c’è obbligo di rispondere a chiamata, la disponibilità del lavoratore e il tuo preavviso di chiamata (non < 1 gg), e comunichi il tutto al Centro per l’impiego.

💡 Se usi Jet HR, al contratto ci pensa il tuo consulente del lavoro del Jet HR Partner Network

Step 4: verifica di rispettare i limiti di durata

Il contratto a chiamata ha un limite massimo di durata: 400 giorni di lavoro effettivo nell’arco di 3 anni. In pratica, quando devi chiamare il dipendente, parti dal giorno in cui ti serve la prestazione e conti a ritroso nei 3 anni precedenti quante giornate di lavoro ha fatto il dipendente. Se ha superato le 400, non puoi chiamarlo

Attenzione: questo limite NON si applica nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo (che sono anche i settori dove questo tipo di contratto è più utilizzato)

Step 5: “chiama” il dipendente

Quando hai effettivamente bisogno del lavoratore, lo devi “chiamare”. Per chiamarlo, devi fare una seconda comunicazione all’Ispettorato del Lavoro in cui dici per quanto tempo hai bisogno del lavoratore. Devi farla:

  • almeno 24 ore prima che il dipendente inizi a lavorare
  • chiamandolo per massimo 30 giorni
  • scegliendo di usare una tra queste modalità di trasmissione
    • sul portale ClicLavoro (link)
    • via email (anche normale, non serve pec) all’indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it, allegando anche questo modulo1
    • sull’app Lavoro Intermittente (per smartphone o tablet)
    • solo se la prestazione va fatta non oltre le 12 ore dalla comunicazione: con un SMS (al numero 3399942256) contenente almeno il CF del lavoratore. Questa è l’unica modalità che non può farti il consulente del lavoro

Cosa succede se il lavoratore non risponde alla chiamata?

  • In caso di lavoro senza obbligo di risposta, niente. Il lavoratore ha diritto di non rispondere
  • In caso di lavoro con obbligo di risposta, dipende:
    • se è impossibilitato a rispondere per malattia o altro evento, il lavoratore deve tempestivamente avvisarti specificando la durata dell’impedimento. Se non lo fa, perde il diritto all’indennità per un periodo di 15 giorni (salva diversa previsione del contratto individuale)
    • in caso di rifiuto ingiustificato, puoi valutare non solo di licenziarlo ma anche pretendere la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo che segue l’ingiustificato rifiuto. Ad esempio, nel mese di gennaio il lavoratore ha diritto ad un’indennità di 260€. Tu lo chiami per lavorare dal 15 al 30 gennaio. Se si rifiuta ingiustamente, gli trattieni l’indennità relativa a quel periodo (130€)
Il Consiglio di Jet HR

Ti conviene stipulare più contratti intermittenti senza obbligo di disponibilità così avrai più possibilità di trovare un lavoratore “libero”, qualora ne avessi bisogno, senza il vincolo del pagamento dell’indennità di risposta

Interruzione / licenziamento

Funziona uguale al contratto a tempo indeterminato e determinato, a seconda che il contratto a chiamata sia a tempo indeterminato o determinato. Leggi i seguenti articoli per saperne di più:

Quali sanzioni rischi

Se usi male il contratto a chiamata, rischi alcune sanzioni.

Trasformazione in contratto a tempo pieno e determinato:

  1. DVR non in regola
  2. Violazione limiti di età o durata
  3. Violazione limiti assunzione (e.g. sostituzione lavoratori in sciopero)

Sanzione da 400 a 2.400€ per ogni lavoratore: mancata comunicazione della durata della prestazione

Domande Frequenti

Lavoro a chiamata e lavoro intermittente sono sinonimi?

Si, sono sinonimi

Il contratto a chiamata è un contratto a tempo indeterminato o determinato?

Può essere sia indeterminato che determinato

In quali casi non posso assumere un lavoratore a chiamata?

  • se il lavoratore ha un’età compresa tra i 25 e i 55 anni e la prestazione non è una di quelle previste dai CCNL o dal decreto
  • se il DVR (Documento Valutazione dei Rischi) non è aggiornato
  • per sostituire lavoratori in sciopero
  • per sostituire lavoratori licenziati con licenziamento collettivo nei 6 mesi precedenti
  • per sostituire lavoratori in CIG (Cassa Integrazione Guadagni) o sospesi

Quali diritti ha il lavoratore a chiamata?

Il lavoratore ha gli stessi diritti economici e normativi dei lavoratori dipendenti del datore di lavoro. I trattamenti devono però essere riproporzionati su base oraria in base alla prestazione effettivamente eseguita. Quindi, trattamenti economici (retribuzione e altri istituti economici), normativi (ferie, malattia, maternità e congedi) sono soggetti al riproporzionamento

Cosa succede se supero il limite dei 400 giorni nei 3 anni?

Nel caso in cui il limite di 400gg sia stato raggiunto, il contratto intermittente rimane “in piedi”, ma non potrai richiedere al dipendente di lavorare fino al rientro nel limite. Se invece lo chiami a lavorare, anche per un’ora sola in violazione, il contratto si trasforma a tempo indeterminato e a tempo pieno.

  1. Ricorda di conservare la ricevuta di invio della email (puoi chiedere la conferma di ricevuta al destinatario), oppure l‘xml di invio. ↩︎
Autore dell’articolo
Margherita M. Pili Margherita M. Pili Assistente Legale
Margherita è assistente legale presso un primario studio di avvocati giuslavoristi, dove lavora da oltre 8 anni. Ha una passione per la semplificazione e una profonda conoscenza della legge del lavoro.

Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.

Revisionato da

Percorso di studi

  • Laurea triennale interprete e traduttore SSML Carlo Bo di Roma nel 1998
  • Laurea in Giurisprudenza Università Marconi nel 2011
  • Corso abilitante Mediatore Civile professionista nel 2011
  • Abilitazione a Consulente del Lavoro nel 2004

Biografia
Luisa Burgio è una consulente del lavoro del Jet HR Partner Network. E’ iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Agrigento con numero 259 dal 2004.
E’ specializzata in organizzazione e sviluppo aziendale, ottimizzazione dei costi del personale, assunzioni agevolate, gestione del contenzioso del lavoro.
Appassionata di formazione, è stata docente in corsi di formazione per informatica di base, gestione del personale, payroll e nei corsi per praticanti consulenti del lavoro organizzati dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Agrigento.
Gestisce uno studio di consulenza fiscale e del lavoro ad Agrigento insieme al fratello.

“L’investimento più importante per un imprenditore è quello che fa sulle persone che lo supportano”

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