Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la nuova Legge di Bilancio. Vediamo cosa cambia per aziende e dipendenti, e quali sono le opportunità.

Cosa cambia per te (aziende e HR)

La tassazione del 5% per gli aumenti degli stipendi minimi nel 2026 significa solo 20€ circa all’anno in più per i dipendenti

Contesto. I Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL) prevedono, tra le altre cose, degli stipendi minimi che, quando decidi la RAL di un dipendente, devi rispettare. I CCNL devono essere rinnovati ogni tot anni e quasi sempre prevedono degli aumenti di stipendi minimi (per essere in linea con l’aumento dell’inflazione).

Prima della legge di bilancio 2026. Gli aumenti contrattuali sono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie.

Dopo la legge di bilancio 2026. Se il CCNL che applichi prevede un aumento degli stipendi minimi nel 2026 (anche nei casi in cui questi aumenti erano stati previsti dai CCNL nel 2024 e nel 2025, e continuano ad applicarsi nel 2026), su questo aumento non si applicano l’IRPEF e le tasse regionali / comunali normali, ma una aliquota IRPEF del 5% MA SOLO per chi nel 2025 aveva una RAL di massimo 36.000€ circa (cioè 33.000€ di reddito).
Un esempio concreto: se il tuo CCNL è stato rinnovato nel 2025 e ha previsto un aumento dello stipendio mensile di 27€ dal 1° giugno 2025 e di 53€ dal 1° giugno 2026, la tassazione del 5% si applica dal 1° gennaio 2026 ai 27€ mensili (introdotti nel 2025, che continuano ad applicarsi mensilmente) e dal 1° giugno 2026 a 80€ (cioè i 27€ di aumento del 2025, più il nuovo aumento di 53€).
Inoltre, la tassazione agevolata al 5% si applica a tutto quello che forma la retribuzione diretta (es: tredicesime e quattordicesima sì, straordinari no). Vedi tutte le voci incluse sotto:

Cosa significa in concreto. L’impatto sul netto in busta paga è minimo e per le aziende aumenta il rischio di fare errori nel calcolarle. Un esempio pratico: il CCNL Commercio prevede un aumento degli stipendi minimi da novembre 2026 di circa 80-100€ all’anno. Significa che su quegli 80€/anno il dipendente guadagnerà circa 75€/anno (cioè 5€ in più al mese), invece di circa 60€/anno (cioè circa 4€/mese)1. L’unico caso in cui potrebbe fare la differenza è se questi 15-20€ di differenza fanno scattare lo scaglione IRPEF successivo, ma è un caso limite

Se nel 2025 hai avuto 60+ dipendenti, nel 2026 dovrai versare il TFR che prima tenevi in azienda ad un fondo INPS. Dal 1° luglio 2026 poi il TFR dei dipendenti andrà in automatico al fondo pensione, se non rinunciano entro 60 giorni

Contesto. Il TFR (Trattamento di fine rapporto) è un importo che paghi al dipendente quando termina il rapporto di lavoro. Leggi qui per saperne di più sul TFR. Corrisponde circa al 7,41% della RAL di ogni dipendente. Il dipendente può decidere dove conservare il suo TFR: presso l’azienda (default) o presso un fondo (in questo caso, dovrai fare bonifici periodici al fondo).

Prima della legge di bilancio 2026

  • Se avevi 50+ dipendenti al momento dell’avvio dell’attività (oppure al 31/12/2006), dovevi versare ogni mese al Fondo di Tesoreria INPS il TFR maturato dai dipendenti che decidevano di tenere in azienda.
  • Entro 6 mesi dall’assunzione, dovevi consegnare al dipendente un modulo in cui gli chiedevi dove voleva destinare il suo TFR. Se il dipendente non decideva entro 6 mesi dall’assunzione, il suo TFR veniva destinato al fondo pensione indicato dal CCNL.

Dopo la legge di bilancio 2026

  • Novità 1. Se nel 2025-2026 hai 60+ dipendenti (anche dopo aver avviato l’attività), dovrai versare il TFR che i dipendenti scelgono di tenere in azienda al Fondo di Tesoreria INPS (nel 2032 questa soglia scenderà a 40+ dipendenti). Si guarda alla media dei dipendenti nell’anno precedente (quindi per il 2026 si guarda alla media del 2025).
  • Novità 2. Dal 1° luglio 2026, quando assumi un dipendente, il suo TFR va in automatico al fondo pensione e il dipendente potrà rinunciare entro 60 giorni e decidere di destinarlo ad un altro fondo pensione oppure in azienda. Il fondo a cui va in automatico è:
    • quello previsto dal CCNL
    • se ce n’è più di uno, quello con più iscritti
    • se non è proprio previsto un fondo di riferimento, un fondo residuale individuato dalla legge
  • Cosa significa in concreto. Per te significa un’uscita di cassa: mensilmente dovrai versare il TFR al Fondo di Tesoreria, invece di tenerlo in azienda. Per il dipendente in sostanza non cambia nulla.

Se concedi la riduzione dell’orario a genitori con 3+ figli, hai un risparmio fino a 3.000€ l’anno

Prima della legge di bilancio 2026. Non esisteva.

Dopo la legge di bilancio 2026. Se permetti una riduzione dell’orario di almeno il 40% a un dipendente con tre figli (con il figlio più piccolo che ha max 10 anni, oppure senza limiti in caso di figli con disabilità), puoi risparmiare fino a 3.000€ l’anno per 2 anni (taglio dei contributi). Attenzione: non devi ridurre il “complessivo monte orario di lavoro”. Significa che, se riduci l’orario di lavoro del 40% ad un lavoratore, dovrai trasformare un part time al 60% in full time oppure assumere un altro lavoratore, per compensare la riduzione. I lavoratori con 3+ figli hanno la priorità nella trasformazione da tempo pieno a part-time e questa cosa non si applica agli apprendisti (e non si cumula con altri esoneri).

Cosa significa in concreto. Vediamo un esempio pratico di come cambia il costo azienda nel caso di un dipendente che da 40 ore a settimana passa a lavorare 24 ore a settimana (riduzione del 40%). Attenzione: il risparmio di max 3000€ su un lavoratore è “compensato” dall’assunzione di un nuovo lavoratore o dalla trasformazione di un part time in full time che dovrai fare.

VoceFull timePart time standardPart time con 3+ figli
RAL30.000 €18.000 €18.000 €
Contributi INPS a carico azienda (circa 30%)9.000 €5.400 €5.400 €
Esonero contributivo Legge 2026-3.000 €
Costo azienda totale≈ 41.000 €≈ 24.715 €≈ 21.715 €
Risparmio%12

Se assumi una madre con 3+ figli e senza lavoro da almeno 6 mesi, risparmi fino a 8.000€/anno

Prima della legge di bilancio 2026. Esiste già una agevolazione se assumi donne “svantaggiate” ma non c’entra con l’avere figli (i criteri sono, ad esempio, risiedere al Sud e/o essere senza impiego da un tot di tempo – leggi qui).

Dopo la legge di bilancio 2026. Se assumi donne madri di 3+ figli < 18 anni e senza lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, risparmi 8.000€:

  • per 2 anni se assumi a tempo indeterminato
  • per 1 anno se assumi a tempo determinato
  • per 18 mesi se trasformi da determinato a indeterminato

Cosa cambia per i dipendenti

Chi ha tra 36.000€ e 55.000€ di RAL avrà 100-400€ netti in più all’anno in busta paga

Contesto. È cambiata un’aliquota IRPEF, cioè la tassazione che si applica ai redditi da lavoro dipendente (e in generale a quelli delle persone fisiche).

Prima della legge di bilancio 2026. Fino a 28.000€ di reddito, l’aliquota era del 23%, tra 28.000€ e 50.000€ l’aliquota era del 35% e oltre i 50.000€ del 43%

Dopo la legge di bilancio 2026. Dal 2026 paghi meno IRPEF se hai un reddito tra 28.000 e 50.000€ (solo se hai fino a circa 220.000€ di RAL, cioè circa 200.000€ di reddito), perché l’aliquota scende dal 35% al 33%

RedditoAliquota IRPEF 2025Aliquota IRPEF 2026
fino a 28.000€23%23%
tra 28.000€ e 50.000€35%33%
oltre i 50.000€43%43%

Cosa cambia in concreto. Chi ha una RAL tra circa 36.000€ e 55.000€ (cioè un reddito fra circa 28.000€ e 50.000€) avrà un netto diverso in busta paga (aumenta fra circa 1€ e 440€ all’anno). Di fatto, più sei vicino ai 50.000€ di RAL, più è alta la differenza.

Le madri lavoratrici con almeno 2 figli potranno ricevere 60€ al mese

Prima della legge di bilancio 2026. Da ottobre 2025 il bonus mamme erano 40€ al mese che non passavano in busta paga, ma che dovevano essere richiesti direttamente dalla lavoratrice a fine anno.

Dopo la legge di bilancio 2026. Il bonus aumenta leggermente ed è sempre da chiedere all’INPS con domanda apposita a fine anno. Per l’anno 2026:

N. figliEtà figlio più piccoloTipo contrattoReddito annuoBonus/sgravio
2< 10 anni– indeterminato
– determinato
– autonome (no partita iva forfettaria)
max 40k/annobonus di 60€ netti al mese, che riceveranno in un’unica volta a dicembre (max 720€/anno)
3 o più< 18 anni– determinato
– autonome (no partita iva forfettaria)
max 40k/annobonus di 60€ netti al mese, che riceveranno in un’unica volta a dicembre (max 720€/anno)
3 o più< 18 anni– indeterminatoSe assumi a tempo indeterminato, la lavoratrice non paga i contributi fino a max 3.000€/anno (cioè circa 250€/mese). Leggi qui

I genitori possono usare il congedo parentale fino ai 14 anni del figlio

Contesto. Il congedo parentale è un insieme di permessi facoltativi (a differenza del congedo obbligatorio) che i genitori possono usare fino ad un tot di anni del figlio. Ogni genitore ha un max di mesi a disposizione, che complessivamente non possono superare 10 mesi per ciascun figlio (o 11 mesi in alcuni casi). Leggi qui

Prima della legge di bilancio 2026. Il congedo parentale si poteva chiedere al massimo fino ai 12 anni del figlio.

Dopo la legge di bilancio 2026. Si può usare il congedo parentale fino ai 14 anni del figlio (ma si è pagati all’80% dello stipendio solo fino ai 6 anni).

I genitori hanno 10 giorni non retribuiti in caso di malattia dei figli

Contesto. In caso di malattia del figlio, la madre lavoratrice (o in alternativa il padre) ha diritto a dei permessi non retribuiti (salvo migliori condizioni previste dai CCNL) per tutta la malattia del figlio < 3 anni oppure di 5 giorni lavorativi/anno per figlio da 3 a 8 anni.

Prima della legge di bilancio 2026. I giorni di permesso non retribuiti in caso di malattia del figlio erano 5 per i figli da 3 a 8 anni (mentre per i figli con < 3 anni si possono prendere giorni fino a che i figli guariscono). Leggi qui

Dopo la legge di bilancio 2026. Raddoppiano i giorni che si possono prendere in caso di malattia dei figli (da 5 a 10) e si possono prendere per i figli con età tra 3 e 14 anni (fino ai 3 anni non c’è limite).

💡 Opportunità

Puoi dare 2.400€ netti all’anno ai dipendenti in buoni pasto

Contesto. I buoni pasto sono ticket (cartacei o elettronici) che puoi dare ai tuoi dipendenti per comprare alimenti e bevande presso ristoranti e negozi. Non sono obbligatori, però se decidi di darli, devi darli a tutti i lavoratori, oppure ad una “categoria omogenea” di lavoratori (es: tutti i membri di un team o di uno stesso livello). Per te sono interamente deducibili (sia il costo del buono che l’IVA al 4%) e il dipendente non paga tasse fino a una certa soglia.

Prima della legge di bilancio 2026. Il dipendente non pagava tasse fino a 4€ per i buoni pasto cartacei e a 8€ per quelli elettronici.

Dopo la legge di bilancio 2026. Il dipendente non paga tasse fino a 4€ per i buoni pasto cartacei e a 10€ per quelli elettronici.

Cosa cambia in concreto. Considerando una media di circa 20 giorni lavorativi al mese, puoi dare ~200€ al mese netti ai dipendenti, cioè circa 2.400€/anno netti. Ad esempio, per un dipendente con RAL 30.000€, un bonus di 2.400€ ti costerebbe circa 3.300€ (e il dipendente otterrebbe circa 1200-1400€), mentre se dai buoni pasto per un valore di 2.400€ tu risparmi circa 900€ e il dipendente avrà 2.400€ da spendere.

Valuta di usare i fringe benefits per ricompensare i tuoi dipendenti, invece di un normale bonus

Contesto. I fringe benefits sono dei compensi non monetari con i quali puoi ricompensare uno o più lavoratori con beni o servizi (es: l’auto aziendale), pagando meno rispetto ad un equivalente aumento di RAL. Infatti, sotto un certo valore sui fringe benefits non si pagano contributi né tasse**. Attenzione:** se il valore dei tuoi fringe benefits supera i valori soglia, non si applica più l’esenzione e sia tu che il dipendente pagate contributi e tasse. Ad esempio, se prevedi fringe benefits del valore anche solo di 1.001€, sia tu che i lavoratori pagate tasse e contributi su tutti i 1.001€ (leggi qui).

Anche dopo la legge di bilancio 2026 le soglie dei fringe benefits rimangono 1000€ per tutti i lavoratori e 2000€ per i lavoratori con figli a carico (questi devono presentarti una dichiarazione apposta).

Se nel 2025 hai assunto al Sud, nel 2026 puoi risparmiare max 1500€/anno (125€/mese)

Contesto. È un’agevolazione per chi assume dipendenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. L’agevolazione si può applicare fino al 2029: ogni anno guardi ai dipendenti assunti al 31/12 dell’anno prima. Il risparmio, però, diminuisce ogni anno, fino ad arrivare ad un risparmio di max 900€/anno nel 2029. Si può applicare solo per 12 mesi.

Prima del 2026. Esisteva già, semplicemente nel 2025 risparmiavi di più: max 1740€/anno (145€/mese) sui dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2024, perché pagavi il 22,5% di contributi (invece del 30%).

Cosa succede nel 2026. Continua ad applicarsi, ma risparmi max 1500€/anno (125/mese) sui dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025.

Se hai in mente di erogare premi di produzione, puoi farlo anche quest’anno facendo guadagnare più netto ai dipendenti

Contesto: Attenzione a non confondere questi premi con i normali bonus che puoi erogare ai dipendenti, che entrano a far parte della RAL. I premi di risultato o di produzione puoi erogarli solo se hai fatto un accordo di secondo livello con i sindacati (che ha delle caratteristiche particolari e che viene depositato sul portale del Ministero).

Prima della legge di bilancio 2026: Il dipendente pagava un’imposta sostitutiva del 5% se aveva redditi fino a 80.000€ nell’anno prima e per premi del valore massimo di 3.000€.

Dopo la legge di bilancio 2026. Nel 2026 e nel 2027, il dipendente paga solo l’1% di imposta per premi del valore massimo di 5.000€ annui.

Altre cose che continuano come nel 2025

  • chi ha una reddito fino a 20.000€ riceve una somma netta in busta paga, mentre chi ha tra 20.001 e 40.000€ avrà uno “sconto” sulle imposte (leggi qui)
  • l’extra bonus del 15% della retribuzione per i lavoratori nel settore turistico e ricettivo (leggi qui)
  • puoi pagare meno tasse se dimostri che a fine anno hai aumentato il numero di dipendenti a tempo indeterminato, perché puoi dedurre il 20-30% in più (leggi qui)
  • se rimborsi una spesa pagata con contanti da un dipendente in trasferta, devi pagare contributi extra (leggi qui)
  1. per semplicità non abbiamo considerato i contributi INPS (circa 9%), che impattano poco sull’esempio. ↩︎

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Autore dell'articolo
Benedetta Gava Benedetta Gava Content Manager

Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.

Revisionato da
Luigi Lombardi Luigi Lombardi Consulente del Lavoro

Percorso professionale
• Abilitato ed iscritto all’albo dei Consulenti del Lavoro di Verona (nr. 915)
• Specializzato in welfare aziendale, agevolazioni per assunzioni e  lavoro in somministrazione

Biografia
Luigi Lombardi ha maturato una solida esperienza nei dipartimenti HR di aziende e presso studi professionali specializzati in consulenza del lavoro. Nel 2020 ha avviato il suo studio di consulenza del lavoro. Ha la mission di aiutare gli imprenditori a fare impresa riducendo la burocrazia e semplificando i processi di amministrazione del personale.

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