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Cos’è il TFR

Il TFR sono i soldi che paghi al dipendente quando termina il rapporto di lavoro. Ogni anno metti da parte il 7,41% della RAL di ogni dipendente, per poi pagargli il tutto alla cessazione. 

Parliamoci chiaro: è una cosa inutilmente complicata che abbiamo solo noi 🇮🇹. E’ uno dei mattoncini che ci porta ad avere la legge del lavoro più complessa al mondo. La legge tratta i dipendenti come se fossero incapaci di gestirsi le finanze, e li obbliga a risparmiare🤷🏼‍♂️.  

Il dipendente può decidere dove conservare il suo TFR: presso l’azienda (default) o presso un fondo (in questo caso, dovrai fare bonifici periodici al fondo). La maggior parte dei dipendenti lascia il TFR in azienda.

Quindi hai un debito verso i tuoi dipendenti che lasciano il TFR in azienda. Questo debito cresce ogni mese: è importante tenere d’occhio il totale (se usi Jet HR bastano due clic). Un dipendente in azienda da 10 anni è facile che abbia più di €30.000 di TFR – una bella sorpresa se lascia l’azienda inaspettatamente.

Il dipendente può chiedere un anticipo sul TFR

I tuoi dipendenti possono chiederti un anticipo sul TFR. Se hanno più di 8 anni di anzianità e lo chiedono per alcuni usi specifici (spese sanitarie o acquisto prima casa per se o figli), sei obbligato a darglielo (fino al 70% e solo una volta nel corso del rapporto di lavoro). Se non rispettano uno dei due requisiti non sei obbligato (ma puoi). 

Ogni anno il TFR si rivaluta

Il TFR viene rivalutato ogni anno sulla base di un indice ISTAT, chiamato indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie. E’ come se il dipendente guadagnasse interessi sul suo TFR accantonato. Questi interessi li paghi tu: normalmente 2-3%, ma quando l’inflazione è alta non parliamo di poca roba. 

Il TFR con Jet HR

Jet HR automatizza la gestione del TFR, ti offre report per tenerlo sempre sott’occhio e ti semplifica la burocrazia relativa (contratti, moduli, versamenti verso fondi esterni). I consulenti del lavoro del Jet HR Partner Network (che hanno scritto quest’articolo!) ti possono guidare su decisioni e tematiche avanzate, o anche solo spiegare meglio questo articolo. Compila il form che trovi in fondo all’articolo se ti interessa scoprire di più.

Domande Frequenti

Cosa conviene all’azienda: che il dipendente tenga il TFR in azienda o fuori?

Il TFR è sostanzialmente un prestito che il dipendente fa all’azienda. Il tasso di interesse di questo prestito è il tasso di rivalutazione del TFR. Quindi la domanda è: ti interessa un debito a questo tasso di interesse? Se no, è preferibile che il dipendente abbia il TFR presso fondi esterni.
La decisione non è dell’azienda, bensì del dipendente. Tuttavia i dipendenti prendono la decisione spesso per inerzia, e una semplice spiegazione delle opzioni che hanno davanti potrebbe aumentare la percentuale che decide di tenerlo esternamente.

Quanto costa all’azienda la rivalutazione del TFR?

La rivalutazione del TFR sono “interessi” che l’azienda paga al dipendente sul TFR da lui accantonato (per la precisione: non sono pagati, ma sono accantonati). Sono legati all’inflazione: quando l’inflazione è alta, diventano un costo rilevante. Ecco un esempio su un dipendente con RAL di €30.000 in azienda da 5 anni:

AnnoTasso di rivalutazioneCosto per l’azienda della rivalutazione 
202210,0%857,78€
20214,4%274,61€
20201,5%62,63€
20191,8%37,17€
Totale rivalutazione1.232,19€
Come si sarebbe rivalutato il TFR di un dipendente con RAL di €30.000, in azienda da 5 anni, che quindi ha accumulato €10.365 di TFR

Quando deve essere pagato il TFR?

Il TFR va pagato entro 45 giorni dal termine del rapporto di lavoro, o a seconda delle diverse previsioni del CCNL. Ecco i termini per i principali CCNL:

CCNLTempi di pagamento del TFR
Commercio45 giorni
Metalmeccanico45 giorni
Pubblici esercizi30 giorni

Se usi Jet HR, il TFR è liquidato automaticamente entro i termini di legge e tutta questa pappardella non ti interessa

Il TFR può essere pagato a rate anziché in una soluzione unica?

Si, se l’azienda si mette d’accordo con il dipendente. In questo caso però l’azienda deve anche pagare gli interessi sulla quota parte pagata in ritardo.

Si può pagare il TFR mensilmente, anziché accantonarlo e pagarlo a fine rapporto?

Di norma no. Ci son però pareri discordanti al riguardo e, se volessi farlo, dovresti discuterne attentamente con il tuo consulente del lavoro, valutandone i rischi.

Il dipendente può chiedere un anticipo del TFR per acquisto prima casa?

Si. Deve presentare una richiesta scritta al datore di lavoro accompagnata dalla documentazione che dimostri l’effettivo acquisto (esempio: contratto preliminare di compravendita)

Il dipendente ha diritto ad un anticipo del TFR per acquisto senza motivazione o per spese personali?

No, non è un diritto del dipendente. Tuttavia l’azienda può decidere di concederglielo.

In quali casi posso rifiutare la richiesta di anticipo del TFR?

Nei seguenti casi:

  • il dipendente ha un’anzianità minore di 8 anni in azienda
  • la richiesta non è per una delle motivazioni ammesse, ovvero:
    • spese sanitarie necessarie “per terapie e interventi riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche” 
    • acquisto della prima casa per sé o per i figli, documentato con atto notarile
    • spese mediche per figli che sorgono durante i periodi di fruizione dei congedi parentali (ovvero quando un dipendente si assenta per malattia di un bambino).
  • E’ stato richiesto un anticipo da più del 10% dei dipendenti che rispettano i requisiti per fare la richiesta 
  • E’ stato richiesto un anticipo da più del 4% del numero totale dei dipendenti (a prescindere che abbiano i requisiti per richiedere un anticipo o meno)

Esistono casistiche in cui il TFR non spetta?

Solo nel caso in cui il rapporto di lavoro sia durato meno di 15 giorni.

Qual è il TFR minimo per la cessione del quinto?

Non è previsto un importo minimo di TFR per la cessione del quinto. Tuttavia, alcune compagnie assicurative che stipulato le polizze assicurative sulle cessioni, richiedono un’anzianità di servizio di almeno sei mesi. 

Come viene tassato il TFR?

Il TFR indicato nella busta paga del dipendente è il TFR lordo. Al momento del pagamento, esattamente come succede per lo stipendio, tratterrai le tasse dovute dal dipendente e le verserai allo stato nel tuo F24. La tassazione dipende dalla sua aliquota IRPEF.

La rivalutazione del TFR è invece tassata al momento della maturazione annuale (non del pagamento!) con una imposta sostitutiva (anziché l’aliquota IRPEF).
Per capire meglio come si calcola, puoi leggere una guida dedicata qui.

Fonti

  • Trattamento di fine rapporto: Art. 2120 c.c.
  • Anticipo del TFR: commi dal 6 all’11 dell’art. 2120 c.c.
  • Erogazione TFR in busta paga: L. 190/2014 art. 1, co. da 26 a 35
  • CCNL di riferimento
  • art.19 TUIR
Autore dell’articolo
Marco Ogliengo Marco Ogliengo Imprenditore
Marco è un imprenditore. Ha fondato ProntoPro e Jet HR e assunto centinaia di dipendenti, e nel farlo ha commesso tutti gli errori possibili (da cui ha però imparato). È un odiatore della burocrazia, delle complicazioni inutili e di chi non sa semplificare.

Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.

Revisionato da
Maurizio Pili Maurizio Pili Consulente del lavoro

Percorso di studi

  • Laurea in economia all’università di Cagliari nel 2011
  • Abilitazione a Consulente del Lavoro nel 2018

Biografia
Maurizio Pili è un consulente del lavoro del Jet HR Partner Network. È iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cagliari con numero 819. E’ specializzato in organizzazione e sviluppo aziendale, welfare e ottimizzazione dei costi del personale. Ha più di 10 anni di esperienza nel mondo HR.

“Le aziende sono il motore della nostra economia, ma le persone sono gli ingranaggi che muovono le imprese”

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