Un po’ di contesto

Tutte le donne lavoratrici dal momento in cui scoprono di essere in attesa, adottano o prendono in affido un minore, hanno diritto a delle tutele speciali:

  • Maternità obbligatoria
  • Congedo parentale (o maternità facoltativa)
  • Permessi per allattamento
  • Altre tutele relative alla maternità
  • Malattia del figlio
  • Permessi 104

Queste garanzie spettano, in alcuni casi, anche ai lavoratori (Leggi qui)

1. Congedo di maternità obbligatorio

Come funziona?

Tutte le dipendenti (sia in caso di gravidanza che di adozione) devono fare 5 mesi di astensione retribuita dal lavoro: si parla di “maternità obbligatoria”. In alcuni casi specifici il congedo spetta al padre (leggi di più qui)

In genere i 5 mesi sono così distribuiti:

  • per la donna incinta 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto
  • per la madre adottiva 5 mesi dopo l’adozione del minore

Chi paga la maternità?

  • L’INPS paga un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera; tu la anticipi e poi recuperi con F24
  • Se il CCNL lo prevede, l’eventuale integrazione sarà a tuo carico (es. CCNL Metalmeccanica integrazione fino al raggiungimento del 100% della retribuzione). Naturalmente, tu puoi sempre decidere di integrare a prescindere dall’obbligo di legge

Si può andare in maternità prima o più tardi?

Sì, la lavoratrice può:

  • Posticipare l’inizio del congedo in avanti. Se ha la certificazione del medico curante e di quello del lavoro, la madre potrà spostare l’inizio del congedo:
    • all’8° mese di gravidanza, così avrà 4 mesi dopo il parto
    • al 9° mese di gravidanza, così avrà 5 mesi dopo il parto
  • Anticipare l’inizio del congedo. Si può fare nei seguenti casi:
    • pericolo di aborto
    • impossibilità di riassegnare la lavoratrice a mansioni/orari non vietati per il suo stato (vedi punto 1.3)
    • lavoro non vietato ma ritenuto pericoloso per l’avanzato stato di gravidanza

Si può prolungare la maternità?

Sì, può prolungarla la madre che al lavoro è esposta ad agenti chimici, fisici, biologici o ad attività particolarmente dannose, fino al 7° mese del figlio

Come fare domanda?

  • La lavoratrice deve fare domanda sul portale dell’INPS (link) entro i 2 mesi prima della data presunta del parto e non oltre 1 anno dalla fine del periodo retribuito e fornirtene copia
  • Prima dell’inizio del congedo, il medico dovrà inviare all’INPS il certificato di gravidanza o di interruzione
  • Entro 30 giorni dalla nascita la lavoratrice dovrà comunicare la data del parto e le generalità del figlio sul portale INPS (link)

2. Congedo parentale (o maternità facoltativa)

  • Il congedo parentale è un insieme di permessi facoltativi (a differenza del congedo obbligatorio) che i genitori possono usare fino ai 12 anni del figlio1
  • Ogni genitore ha un max di mesi a disposizione, che complessivamente non possono superare 10 mesi per ciascun figlio (o 11 mesi se il padre non lavora per almeno 3 mesi continuativi o frazionati)
  • Leggi di più qui!

3. Altre tutele relative alla maternità

Durante la gravidanza, oltre al congedo per maternità, dovrai assicurarti di tutelare la donna dal punto di vista delle mansioni che svolge e del luogo di lavoro in cui le svolge.

3.1. Diritto a mantenere il posto di lavoro

La dipendente ha un “periodo di protezione” dal momento del concepimento (di solito 300gg prima della data presunta del parto) fino al compimento di 1 anno del bambino o fino a 12 mesi dall’adozione del minore di qualsiasi età

Durante il periodo di protezione:

  • non puoi licenziare la lavoratrice, tranne per pochi casi (vedi sotto)
  • se la lavoratrice si dimette, dovrà chiedere all’ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro) di convalidare le dimissioni. Se non lo fa, è come se non si fosse dimessa

Quando posso licenziare? Solo in questi casi:

  • giusta causa (da valutare con attenzione)
  • scadenza del contratto a tempo determinato
  • cessazione dell’intera attività aziendale
  • esito negativo della prova (se conosci lo stato di gravidanza della lavoratrice, dovrai motivare l’esito negativo della prova, a differenza di quello che succede di solito)

3.2. Tutela da rischi specifici

  • Se impieghi personale femminile ricordati che nel DVR dovrai inserire quali sono i rischi specifici per le donne in gravidanza, soprattutto in relazione ad agenti chimici, fisici o biologici (leggi qui l’articolo-guida sulla sicurezza sul lavoro)
  • Non puoi far fare alla lavoratrice mansioni pericolose, faticose, dannose o sollevare pesi fino ai 7 mesi del figlio. Se non hai alternative, puoi farla entrare in maternità anticipata con il benestare dell’ITL
  • Non puoi far fare alla madre lavoro notturno nella fascia h. 24-6 fino ai 3 anni del figlio o, in caso di unico genitore affidatario, fino ai 12 anni del minore

4. Permessi per allattamento

Si chiamano “permessi per allattamento” ma in realtà sono permessi che la lavoratrice o il lavoratore (leggi qui) possono usare per prendersi cura del figlio durante il primo anno di vita o per un anno dall’adozione/affidamento

Chi paga l’allattamento?

L’INPS paga al 100% le ore di permesso. Tu anticipi e recuperi con F24

Quante ore di permesso?

  • 2 ore di permesso al gg se genitore lavora > 6 ore al gg o 1 ora di permesso al gg se lavora < 6 ore al gg
  • I permessi raddoppiano in caso di parto gemellare o adozione/affidamento di almeno 2 bambini
  • I permessi vengono dimezzati se prevedi strutture per la cura del bambino (e.g. asilo nido) all’interno dell’azienda o nelle vicinanze

Quali sono i requisiti?

  • non essere in maternità o in congedo parentale
  • non essere assente dal lavoro per sospensione da aspettativa, permessi non retribuiti o pause lavorative per part-time verticale

Come fare domanda?

  • non è necessaria una richiesta formale da parte della lavoratrice: può anche solo comunicartelo a voce
  • tu dovrai riorganizzare l’attività lavorativa tenendo conto dei permessi della dipendente

5. Malattia del figlio

Quali sono i requisiti?

Per accudire i figli, anche adottivi, la lavoratrice (o in alternativa il padre) ha diritto a dei permessi:

  • non retribuiti, salvo migliori condizioni previste dai CCNL
  • per tutta la malattia del figlio < 3 anni
  • 5 gg lavorativi/anno per figlio da 3 a 8 anni
  • Sopra gli 8 anni, i genitori devono prendere altri tipi di permessi o ferie

Come fare domanda?

  • Per usufruirne la lavoratrice deve produrre il certificato medico del minore
  • La lavoratrice assente non è tenuta a rispettare le fasce di reperibilità previste per la malattia (Leggi qui)

6. Permessi 104

Se la lavoratrice deve accudire il figlio, anche adottivo o affidatario, con una disabilità o una grave patologia, può richiedere dei permessi retribuiti previsti dalla Legge 104 che variano a seconda dell’età del minore. Leggi qui.

Domande Frequenti

Come si calcola il periodo di congedo per maternità?

Dalla data presunta del parto si calcolano i 2 mesi precedenti e i 3 successivi. In caso di flessibilità 1 mese prima e 2 dopo, oppure 5 mesi dopo

Cosa succede se la lavoratrice partorisce prima della data presunta?

Andranno aggiunti ai giorni di congedo post partum quelli non goduti prima del parto sempre nel limite dei 5 mesi totali

In caso di interruzione di gravidanza spetta il congedo per maternità?

Solo se successiva al 180° gg di gestazione. In questo caso verrà considerato come parto e avrà diritto a 3 mesi di congedo per maternità

Se l’interruzione avviene prima del 180° la maternità spetta?

No. In questo caso la lavoratrice non ha diritto al congedo per maternità.

  1. O per 12 anni dall’adozione/affidamento del figlio e fino ai suoi 18 anni. ↩︎
Autore dell’articolo
Margherita M. Pili Margherita M. Pili Assistente Legale
Margherita è assistente legale presso un primario studio di avvocati giuslavoristi, dove lavora da oltre 8 anni. Ha una passione per la semplificazione e una profonda conoscenza della legge del lavoro.

Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.

Revisionato da
Martina Lecis Martina Lecis Consulente del lavoro

Percorso di studi

  • Laurea in economia all’università di Cagliari nel 2011
  • Abilitazione a Consulente del Lavoro nel 2014
  • Diploma Politiche attive e gestione del personale nel 2019




Biografia
Martina Lecis è una consulente del lavoro del Jet HR Partner Network. È iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cagliari con numero 764. È abilitata al rilascio della certificazione ASSE.CO che permette di certificare e ‘asseverare’ la regolarità contributiva, retributiva e il rispetto della normativa generale delle imprese nei rapporti di lavoro. E’ ocente nei corsi di formazione obbligatori relativi al personale dipendente ( formazione di base, specifica, RLS) e al Datore di Lavoro (RSPP). Nel 2019 ha fondato I’m Impresa per servire i suoi clienti a 360 gradi.

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