Dritto al punto
  • Puoi assumere full remote al 100% (anche senza ufficio fisico), con lo smartworking oppure il telelavoro. Devi comunque avere una sede legale e una posizione INPS/INAIL
  • Smartworking o telelavoro richiedono un accordo scritto e prevedono tutta una serie di obblighi sull’azienda
  • Non gestirli bene significa avere un rischio di sanzioni e problemi ispettivi

Puoi davvero non avere una sede fisica?

Sì, ma con questi limiti

Puoi:

  • non avere ufficio
  • lavorare tutti da remoto

Ma devi avere:

1. Sede legale (obbligatoria)

  • serve per:
    • iscrizione in Camera di Commercio
    • comunicazioni ufficiali

👉 Può essere:

  • domicilio
  • coworking

2. Posizione INPS e INAIL

Quando assumi:

  • devi aprire:
    • posizione INPS
    • posizione INAIL

👉 Anche senza ufficio fisico

3. Comunicazione obbligatoria (UNILAV)

  • va fatta entro il giorno prima dell’assunzione
  • sanzioni se sbagli:
RitardoSanzione
fino a 30 giorni1.950€ – 11.700€
31–60 giorni3.900€ – 23.400€
oltre 60 giorni7.800€ – 46.800€

Smartworking vs. Telelavoro

Spesso si fa confusione fra il concetto di smartworking e quello di telelavoro (leggi qui cos’è). Le differenze principali sono le seguenti:

CaratteristicheTelelavoroSmartworking
Sede di lavoroSempre fuori dall’azienda (di solito casa del lavoratore)Flessibile (in parte a casa e in parte in ufficio)
Modifica e recessoNon consentiti se unilaterali, serve sempre l’accordo con il dipendentePossibili anche se unilaterali (ma di solito regolati in accordo)

Smart working: cosa devi fare davvero

1. Come funziona

Lo smartworking (o lavoro agile) è un modo di lavorare che prevede:

  • un accordo tra te e il dipendente (non necessario con collaboratori e tirocinanti)
  • grande flessibilità nel decidere se lavorare in ufficio o fuori, senza postazione fissa
  • nessun vincolo di luogo o di orario di lavoro (nei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale)
  • uso di strumenti tecnologici per lo svolgimento del lavoro

2. Accordo di smartworking

  • Puoi decidere se inserire la possibilità di smartworking all’interno del contratto di lavoro oppure se fare un accordo a parte. Di seguito, per semplicità, parleremo in generale di “accordo di smartworking”, ma quello che diciamo vale sia in caso di clausola che in caso di accordo
  • L’accordo di smartworking può essere sia con i singoli lavoratori, che a livello aziendale. In ogni caso deve contenere:
    • la durata dell’accordo (tempo indeterminato o determinato)
    • quando il dipendente deve lavorare in ufficio e quando fuori (e i luoghi dove non può fare smartworking)
    • gli strumenti di lavoro e le modalità con cui controlli il lavoratore (ad es: registrare le presenze, monitorare gli obiettivi, ecc.)
    • i comportamenti sanzionabili del lavoratore al di fuori della sede aziendale

3. Sicurezza

Da aprile 2026 devi dare un’informativa specifica – almeno una volta all’anno – ai lavoratori in smartworking, informandoli dei rischi relativi al lavoro agile

4. Priorità di alcuni lavoratori

Se decidi di fare accordi di smartworking, devi dare priorità alle richieste che ti arrivano dai lavoratori:

  • con figli fino a 12 anni
  • con figli in condizioni di disabilità (senza limite di età)
  • disabili gravi
  • caregivers
  • che hanno permessi 104 per assistere un familiare disabile

5. Comunicazione al Ministero del Lavoro

Entro 5 giorni dalla firma dell’accordo, devi comunicare i nomi dei lavoratori e la data di inizio (e di eventuale fine) del lavoro agile in via telematica (link) al Ministero del Lavoro

6. Strumenti e policy

Devi gestire:

  • pc e dispositivi
  • accessi
  • policy aziendali

👉 Non è obbligo di legge sempre esplicito, ma è fondamentale.

Telelavoro: quando ha senso davvero

Funziona bene se:

  • team piccolo (o lavora tutto da remoto)
  • lavoro digitale (dev, marketing, design)
  • cultura aziendale forte

Non funziona se:

  • onboarding complesso
  • ruoli operativi o fisici

1. Cos’è il telelavoro

Il telelavoro è un modo di lavorare che prevede:

  • un accordo scritto tra te e il dipendente (sia al momento dell’assunzione che in seguito)
  • che il dipendente lavora fuori dalla sede di lavoro (di solito, a casa sua)
  • l’uso di strumenti tecnologici per lavorare

2. Come prevedere il telelavoro per i dipendenti

Tu e lavoratore dovete essere d’accordo nell’adottare il telelavoro. L’accordo deve contenere:

  • modalità di esecuzione del lavoro (e in alcuni casi orario di lavoro)
  • attività svolta dal lavoratore
  • durata del telelavoro (a tempo indeterminato o determinato)
  • regole di utilizzo degli strumenti di lavoro
  • informazioni in materia di salute e sicurezza

Attenzione: il rifiuto del lavoratore di passare al telelavoro non può causare l’interruzione del rapporto di lavoro, né una modifica delle condizioni contrattuali pattuite

💡 Se usi Jet HR, l’accordo di telelavoro te lo può scrivere il tuo consulente del lavoro del Jet HR Partner Network!

3. L’orario di lavoro

La regola generale è che il telelavoratore gestisce il proprio tempo. A lui non si applicano in automatico le regole generali su durata massima dell’orario di lavoro, lavoro straordinario e ore di riposo e pause. Questo non significa che il lavoratore non ha diritto di riposarsi, ma solo che questo può essere regolato in modo più flessibile1

4. Come modificare o recedere dall’accordo

Puoi modificare o recedere dall’accordo solo con il consenso del lavoratore

Errori da evitare

1. Pensare “remote = meno regole”

👉 Falso.

Hai comunque molti obblighi:

  • contratto
  • sicurezza
  • comunicazioni

2. Non formalizzare smart working o telelavoro

👉 Rischi:

  • sanzioni
  • problemi assicurativi

3. Non gestire la presenza “virtuale”

👉 Senza regole:

  • caos organizzativo
  • calo produttività

Rischi

  • niente accordo → contestazioni
  • niente sicurezza → sanzioni
  • gestione disorganizzata → perdita produttività

Caso pratico

Startup con 5 dipendenti:

  • ufficio → 30–50k anno
  • remote → ~0

👉 soldi reinvestiti in:

  • stipendi
  • crescita

Jet HR è stato scelto da 500+ aziende italiane per automatizzare i processi HR e semplificare il pagamento degli stipendi, affiancate da un Consulente del Lavoro dedicato.

Scopri di più.
Autore dell'articolo
Benedetta Gava Benedetta Gava Content Manager

Nota rapida: questa non deve essere considerata una consulenza fiscale. Poiché le norme fiscali cambiano nel tempo e possono variare a seconda del luogo e del settore, consultate un commercialista o un consulente fiscale per avere indicazioni specifiche. Trova un consulente paghe con Jet HR.