Nel 2026 entrano in vigore le nuove aliquote IRPEF e, per molti lavoratori, anche gli aumenti dei minimi tabellari previsti dai CCNL.
Il risultato è che la busta paga 2026 non sarà identica a quella del 2025.
La domanda che tutti si fanno è semplice: prenderò più soldi o no?
La risposta, purtroppo, non è altrettanto semplice.
Perché nel 2026 la busta paga cambia
La busta paga non è un numero unico deciso a tavolino. È il risultato di più fattori che si sommano e si sottraggono tra loro.
Nel 2026 ne cambiano almeno due:
- il modo in cui il reddito viene tassato (IRPEF)
- lo stipendio minimo previsto dal tuo contratto collettivo (CCNL)
Questi due elementi agiscono insieme, ed è per questo che guardare solo uno dei due porta quasi sempre a conclusioni sbagliate.
Nuove aliquote IRPEF 2026: cosa significa in pratica
L’IRPEF è l’imposta sul reddito da lavoro. Funziona a scaglioni, cioè per fasce di reddito.
In parole semplici:
non tutto il tuo stipendio viene tassato con la stessa percentuale. Ogni “pezzo” del reddito viene tassato in modo diverso.
Quando cambiano le aliquote IRPEF, cambia il modo in cui queste fasce vengono tassate. Questo può produrre effetti anche molto diversi da persona a persona.
C’è chi vede un aumento netto evidente, chi quasi nulla e chi scopre che l’effetto positivo viene mangiato da altri fattori, come contributi o perdita di detrazioni.
Perché un’aliquota più bassa non garantisce più netto
Uno degli errori più comuni è pensare:
“se l’aliquota scende, io prendo di più”.
In realtà non funziona così.
Il netto finale dipende da quanto del tuo reddito ricade in quello scaglione, ma anche da quante detrazioni hai e dal tuo reddito complessivo annuo.
È per questo che due persone con lo stesso stipendio lordo possono vedere variazioni di netto anche molto diverse con le nuove aliquote IRPEF 2026.
Aumento dei minimi CCNL 2026: cosa sono davvero
Qui vale la pena fermarsi un attimo, perché è uno dei punti più fraintesi.
I minimi tabellari CCNL sono lo stipendio lordo minimo che un’azienda deve riconoscere per un certo livello contrattuale.
Se il tuo stipendio è vicino o uguale a quel minimo, quando il CCNL viene rinnovato il lordo sale automaticamente.
Questo è l’aumento dei minimi CCNL.
Ma attenzione:
aumenta il lordo, non il netto.
Perché l’aumento CCNL non arriva tutto in tasca
Quando il minimo CCNL aumenta, succedono tre cose insieme:
- il lordo cresce
- crescono contributi e imposte
- il netto cresce solo in parte
Un aumento di 150€ lordi può trasformarsi in 70, 80 o 90€ netti. In alcuni casi anche meno.
Ecco perché parlare di aumento busta paga 2026 senza fare un calcolo preciso è fuorviante.
IRPEF e CCNL: il motivo per cui vanno sempre considerati insieme
Nel 2026 molti lavoratori vivono due cambiamenti contemporanei:
- nuove regole di tassazione
- nuovo stipendio minimo contrattuale
Se guardi solo l’aumento CCNL, non vedi quanto viene tassato.
Se guardi solo l’IRPEF, non vedi se il lordo cambia.
Il risultato reale sulla busta paga si vede solo mettendo insieme le due cose.
Perché le tabelle online non bastano
Online è pieno di articoli che promettono:
“con le nuove aliquote prenderai X euro in più”
Il problema è che quelle stime sono fatte su redditi medi e situazioni standard.
La tua busta paga, però, non è standard.
Un vero calcolo dell’aumento busta paga 2026 deve tenere conto del tuo CCNL, del tuo livello, dei nuovi minimi e delle nuove aliquote IRPEF, e vedere l’impatto diretto sul netto.
Come usare il calcolatore di aumento busta paga 2026 (e capire il risultato)
Il calcolatore serve a stimare quanto può aumentare la tua busta paga nel 2026, combinando due cambiamenti che avvengono insieme: le nuove aliquote IRPEF e l’aumento dei minimi del tuo CCNL.
Per usarlo devi inserire tre dati semplici:
la tua RAL (stipendio lordo annuo), il CCNL applicato e il tuo livello contrattuale. Sono informazioni che trovi nella busta paga o nel contratto di assunzione.
Una volta cliccato su “Calcola”, il risultato viene diviso in tre parti, che vanno lette insieme.
La prima è il Vantaggio IRPEF 2026: indica quanto risparmi di tasse grazie alle nuove aliquote. Non è un bonus, ma meno IRPEF pagata, quindi più netto a fine anno.
La seconda è l’Aumento CCNL: mostra l’effetto dell’aumento dei minimi tabellari previsto dal tuo contratto. L’aumento nasce sul lordo, ma il valore mostrato è una stima dell’aumento netto, cioè quanto potresti vedere in più in busta paga, a partire dalla data indicata.
La terza è il Beneficio totale stimato: è la somma dei due effetti precedenti. In pratica ti dice di quanto, complessivamente, la tua busta paga potrebbe aumentare nel 2026.
Il calcolatore fornisce una simulazione realistica, non una promessa: il risultato reale può variare in base a detrazioni, bonus o altre voci personali. Serve però a capire l’ordine di grandezza dell’aumento, molto meglio delle tabelle generiche.